Saga Bacardí
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FILIPPO LINATI DE BACARDI, CONDE GAIANO
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Retrato de Felipe Linati de Bacardí, una de las características de los Bacardí es que es muy común el estravismo, cosa que el Conde Gaiano se aprecia que tenía.

LINATI FILIPPO

Barcellona 9 gennaio 1816-Parma o Fontanellato 17 settembre 1895
Nacque dal conte Claudio, noto patriota, e dalla contessa spagnola Isabel de Bacardi Cuyás. A causa delle vicende politiche del padre, si trasferì a Parma nel 1818, per ritornare poco dopo in Spagna. Si stabilì definitivamente a Parma nel 1823 presso l’omonimo nonno paterno, capo nel 1831 del Governo Provvisorio insurrezionale, uomo assai colto, che gli fu guida preziosa negli studi. Quasi cieco dalla nascita a causa di una cateratta congenita, il Linati ebbe tuttavia intelletto pronto e acuto.Incline agli studi letterari, si rivelò poeta spontaneo e delicato.Fu anche autore di apprezzate opere scientifiche, tra cui il Planisfero, che gli valse l’iscrizione a varie accademie. Nel 1842 fu prima Commissario, quindi Cavaliere di devozione del Sacro militare Ordine Gerosolimitano, ma poi, nel 1863, ottenne dal Pontefice lo scioglimento da quel voto. Nel 1843 fu nominato membro del Municipio di Parma e della Congregazione di Carità e Ispettore degli Asili infantili. Se non che, sdegnato per le ingiustizie che vi si commettevano, rassegnò le dimissioni. Per le tradizioni patriottiche familiari e il temperamento generoso, fu fervido assertore della causa italiana. Nel 1846 il Linati fu tra i più caldi ammiratori di papa Pio IX e cominciò ad avvicinarsi al partito liberale. Alla morte della duchessa Maria Luigia d’Austria, confidando nelle attestazioni di benevolenza del successore Carlo di Borbone, che l’aveva insignito dell’Ordine di SanLodovico e della Chiave d’Oro, si recò a Lucca per convincerlo a mettersi sulla via delle riforme.Ferito dall’insuccesso, al ritorno in Parma dei Borbone, il Linati non aderì all’invito di presentarsi a Corte come ciambellano e attese unicamente e proficuamente agli studi occupandosi di problemi educativi. Informato, per i numerosi viaggi compiuti, delle istituzioni scolastiche delle nazioni più progredite, scrisse sulle scuole secondarie e primarie del Ducato, rivelandone coraggiosamente l’insufficienza e i difetti.Per suo interessamento vennero istituite le prime scuole femminili.I fatti storici del 1859 segnarono l’inizio di un’intensa attività politica del Linati, apprezzato per il suo contegno fiero e leale. Fu il Linati che presentò per primo al conte di Cavour l’atto di adesione al Piemonte dei liberali moderati di Parma. In quell’anno inoltre fondò Il Patriota, giornale di opposizione. Nominato Podestà di Parma il 2 agosto 1859, presentò, insieme ad Alessandro Cugini, a Napoleone III la protesta contro il ristabilimento dei Borbone, partecipando alle agitate e complesse vicende che precedettero la costituzione del Regno d’Italia, muovendosi tra le diverse correnti annessionistiche, autonomistiche e unitarie. Il 16 agosto, in un colloquio con Napoleone III discusse lungamente circa la questione del Ducato di Parma e poté poi riferire a Vittorio Emanuele di Savoja e al suo ministro Rattazzi, che Napoleone III gli aveva promesso il suo non intervento e che avrebbe impedito quello austriaco.L’opera del Linati non fu allora coronata da successo: egli fu male interpretato, offeso e calunniato.Scrisse anche un’autodifesa: Spiegazioni e commenti. Seguì la sua nomina a Deputato all’Assemblea Costituente Parmense, in seno alla quale propose di rivendicare alle province parmensi i beni demaniali del Ducato, ma l’atto venne giudicato inopportuno e antipatriottico.Nominato nel 1860 da Luigi Carlo Farini Provveditore agli Studi della provincia di Parma, istituì le scuole magistrali, serali e festive, la Regia Scuola Normale e la Scuola Professionale di Sant’Antonio, facendo venire dal Piemonte delle maestre a insegnare coi nuovi metodi. Ciò nonostante, le continue insinuazioni sul suo operato lo costrinsero a dimettersi dopo un anno. Dal 1873 al 1878 ebbe la Presidenza dell’Amministrazione del Regio Collegio Maria Luigia.Rivendicò al Collegio i beni di Talignano e gli conservò quelli di Fontevivo, che il Demanio voleva usurpargli. Contrariato nei suoi disegni, si dimise anche da quell’ufficio.Religiosissimo, procurò ai Francescani l’acquisto del perduto Convento dell’Annunziata, fece aprire alle suore della Croce il Collegio nei Guasti di Santa Cecilia e procurò alle suore stesse i mezzi per mantenere due asili d’infanzia. Andò due volte a Roma per impedire che le Carmelitane e le Cappuccine soprannumerarie fossero espulse dai loro conventi e lavorò due anni per il recupero dei beni sequestrati dal Governo ai seminari di Parma e di Berceto. Nominato Senatore (18 marzo 1860), di rilievo fu pure l’attività svolta dal Linati in Parlamento. Al Senato partecipò a varie discussioni, soprattutto su argomenti economici, giuridici e finanziari.Nel 1860 fu uno dei pochi senatori che votò contro la cessione di Nizza alla Francia. Fu Consigliere di Stato e membro dell’Accademia delle scienze di Torino. Noto per integrità di carattere e principi filantropici, coprì diverse cariche di carattere amministrativo.Iscritto alla Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi dal 1860 e assiduo ai suoi lavori, ne tenne la presidenza dal 10 maggio 1877 al 24 giugno 1895, contribuendo efficacemente a mantenere vive le tradizioni di quel sodalizio. Il suo ingegno versatile si occupò di ogni sorta di studi, ma predilesse gli storici e i letterari. La sua prima affermazione letteraria risale al 1834 con la pubblicazione di un lodato sonetto per la Schultz, che aveva cantato la Norma al teatro Ducale.Scrisse successivamente Il sogno del Pellegrino, Maria e Il Valsugana.In quest’ultimo è compendiata tutta la storia del Risorgimento: tale poema, forse il migliore del Linati, può gareggiare con quelli dei più valenti scrittori del Risorgimento italiano. Altri suoi lavori poetici sono la novella Adelina di Rubiano (due canti in ottava rima), il carme Gli Spedalieri, il racconto Elena di Belforte, la raccolta di poesie Foglie di Rosa e diverse raccolte di sonetti: Affetti e Dispetti, Gocce d’Assenzio, Ad una Colomba, Delusione e Confronto, A Giselda Flaiani, Povera Italia (1893). Quest’ultima, composta di sonetti politico-sociali, è una satira pungente e fu sequestrata dalla Procura. Oratore facondo e competente in questioni giuridiche e finanziarie, scrisse anche molte opere in prosa dimostrando un portentoso eclettismo nella trattazione dei più svariati argomenti, perfino araldici e filosofici, onde fu ascritto in molteplici istituti accademici. Dei suoi diversi scritti in prosa, vanno ricordati: Delle condizioni morali, materiali, politiche ed amministrative degli Stati di Parma innanzi al 10 marzo 1848 (Parma, Carmignani, 1848), Mons. Andrea Charvaz, Arcivescovo di Genova (Parma, G.Ferrari e figli, 1871), Vita del conte Claudio Linati (Parma, Luigi Battei, 1883). Con decreto ministeriale del 10 giugno 1894, trascritto lo stesso giorno nei registri della Consulta Araldica, venne riconosciuto al Linati il titolo di conte di Gaiano, trasmissibile ai discendenti legittimi e naturali, maschi da maschi.
FONTI E BIBL.: A. Calani, Il Parlamento del Regno d’Italia, Milano, 1860; A. De Gubernatis, Dizionarî biografici, due volumi, Firenze, 1879, e Roma, 1895; S.Sapuppo Zanghi, La XV legislatura italiana, Roma, 1884; T.Sarti, Il Parlamento Subalpino e Italiano, due volumi, Roma, 1896 e 1898; A.Malatesta, Ministri, Deputati, Senatori, 1941, II, 106; A. Pariset, Dizionario biografico, 1905, 57-61; Aurea Parma 6 1922, 321; I.Bellini, in Dizionario del Risorgimento Nazionale, Milano, 1933, 381; U.Benassi, La protesta parmigiana contro il governo borbonico (luglio-agosto 1859), in Gazzetta di Parma 21 luglio 1909, n. 201; E.Casa, Parma da Maria Luigia a Vittorio Emanuele II, Parma, 1906; F.Ercole, Uomini politici, 1941, 224-225; V.Spreti, Enciclopedia storico nobiliare, 4, 1931, 120; Dizionario UTET, VII, 1958, 961; Società Parmense di Lettura, 1958, 25-29; Allegri, Presidenti della Deputazione di Storia Patria, 1960, 39-40; Palazzi e casate di Parma, 1971, 388; Parma.Vicende e protagonisti, 1978, III, 313-314; Senatori Parmigiani, in Gazzetta di Parma 16ottobre 1924, 3; Banzola, L’Ospedale Vecchio di Parma, 1980, 220; T.Marcheselli, in Gazzetta di Parma 15ottobre 1983; Grandi di Parma, 1991, 64-65.
Filippo Linati. Data di nasita: 09 di gennaio 1816 in Barcellona, Spagna. Data del decesso 17 settembre 1895 in Parma. Nome del padre Claudio, conte. Madre Isabel de Bacardí y Cuyas. Nobile, si. Titoli nobiliari: Conte di Gaiano, titolo riconosciuto con decreto ministeriale del 10 giugnio 1894. Cónyuge Maria- Magdalena-Angelica Chiaudano, insegnante. Figli Pier, Maria, Claudio. Parenti: Malaguzzi Hipólito, nipote, conte di Parma. Indirizzo: Borgo Felino, nº 9. Professione: Possidente. Cariche politico administrative: Membro dell’assemblea dei reppresentanti del popolo (Parma) nei 1859. Podestá di Parma dal 2 agosto 1859. Cariche Administrative: Consiguiere comunale di Parma. Membro della Congregazione di caritá e ispettore degli asili infantili dal 1843. Fondatore del giornale “Il Patriota” nel 1859. Fondatore del dispensario oftalmico di parma. Provveditore agli studi della provincia di Parma dal 1860 al 1861. Fundatore della Regia Scuola normale di Parma. Fondatore della Scuola professionale di S. Antonio di parma. Presidente dell’Amministrazione del Regio Collegio Maria Luigia. Socio corrisponsale dell’Accademia delle scienze di Torino dal 26 novembre 1857. Socio effettivo della Societá ligure di storia patria. Membro della Deputazione di storia patria per le province parmesi dal 1860 e poi presidente dal 10 maggio 1877 al 24 giugno 1895. Membro dell’Instituto storico italiano dal 1885 al 1895. Membro dell’Ateneo Venecia. Membro dell’Ataneo di Milano. Membro della Deputazione di storia patria per le provincia parmesi. Presidente della Deputazione di storia patria per le provincia parmesi.- NOMINA A SANATORE- Nomina: 18 di Marzo 1860. Categoría. 21. Relatore: Luigi Cibrario. Convalita: 11 Aprile 1860. Annotazioni: Giuramento prestato prima della convalida, in seduta reale d’inaugurazione di sissione parlamentaria. Onorificenze: Cavalier ufficale dell’Ordine del S.S. Mauricio e Lázaro dal 14 aprile 1861. Comendatore dell’Ordine del S.S. Mauricio e Lázaro dal 6 luglio 1862. Gran cordone dell’Ordine dei S.S. Mauricio e Lázaro Cavaliere ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia dal 4 giugno 1868. Comendatore dell’Ordine della Corona d’Italia dal 14 giugno 1871. Gran ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia. Cavaliere dell’Ordine di S. Giovanni di gerusalemme dal 1840. Decorato della Croce di seconda classe del merito civile di Lucca.-CAMERA DEI DEPUTATI- Servizio militare mancante. –SENATO DEL REGNO- Comisión: Membro della Commissione per l’esame del progetto di legge sull’instruzione superiore dal 28 novembre 1861.
Filippo Linati, parma 1757-1837, dove si trova Borgo Felino nº 45-parma.(Epitafio en la puerta de su casa) Possedettero ed abitarono questa casa Filippo e Claudio, padre e figli Linati. Il primo processato come capo del Governo Provisorio insurrizionale del 1831. Il secondo condannato a morte per aver congiurato del 1821, onde redimere l’Italia della servitú domestica e forestiera